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Mia dolce Angelicarob

 Nemmeno un minuto da quando ho sentito la tua voce e sono qua a scriverti.

Da oggi ho qualche indizio in più: sei alta 1,70, abbronzata, occhi verde marina, magra magra, capelli biondi, sei più giovane di me di 2 anni (mio Dio, allora siamo ancora molto giovani) una voce roca ma non più di tanto. Pian piano l'angelo si materializza...diventa carne...braccia che mi possano abbracciare in quella posizione che ti ho descritto....corpo che vorrei in questo momento stringere.

Tempesta e Passione....e delirio...e per questo tu mi hai mandato una poesia di Campana. Tu ed io forse siamo innamorati, come si dice, dell'amore e della follia che accompagna alcune storie.

Credo di essere ancora all'interno di quella lavatrice del supermercato quando ci scambiavamo confidenze e tu stavi conducendo un'indagine sulla mia anima e forse sulla mia sostanza di persona.

Quest'uomo, questo sconosciuto, di cui conosco solo frammenti della sua scrittura com'è nel mondo reale? Ci si può fidare o è un bugiardo, un regista, un attore, un incantatore? Un avventuriero?

Se ci fossimo incontrati carnalmente questa mattina, ti avrei portato nel retrobottega e ad ogni tua domanda avrei risposto con un bacio. E' dal sapore dei miei baci che puoi conoscere la verità.

Quando ti avevo scritto che avrei desiderato entrare vergine nel tuo letto intendevo comunicarti che il passato - di cui comunque dobbiamo tenerne conto- anche quello più prossimo, rischia di imbrigliarci. Ammiro però questa tua concretezza, la tua solidità di donna. Se mi chiedo dove ci porterà questa storia rischio di non godere più della magia di questa storia. Ci sei, mi sei apparsa, ovvero mi hai mandato un segno ed io l'ho raccolto e l'ho moltiplicato. Dentro ci sono odori, sapori, delizie e dolori. Come tu sai il confine tra reale ed irreale, tra fantasia e realtà è così labile che come accade in un sogno erotico anche il nostro corpo reagisce, gode durante gli amplessi onirici. Non so ora se riusciremo mai a baciarci, ma sento reale e viva la tua lingua nella mia bocca quando tu mi soffi un bacio da queste pagine elettroniche. Ci sono ricascato e ti ho parlato solo di me, come un guitto ho pescato dal passato alcune mie poesie e ti ho rubato la scena. Aiutami ad ascoltare gli altri. anzi, non aiutarmi, ma comprendimi, perché da solo devo riuscire a stare un passo dietro. Ora tocca a te incantarmi. Calca il palcoscenico, diventa affabulatrice.

Danza perché io desidero applaudirti. Senti il mio battere le mani: sei entrata in scena!. Poi dimmi del sapore dei miei baci, dell'odore della mia pelle. E' un rischio? Lo so. Ma un buon giocatore gode non solo del premio ma di più della tensione del gioco.

Questo è amore? Non lo so.

Mai avevo - alla mia età - giocato così.

tuo Musetto

Pubblicato il 10/2/2008 alle 10.16 nella rubrica Diario.

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